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Profilo storico

terme di pejoLa prima testimonianza storica sulla Antica Fonte di Peio sottolinea che già nell'anno 1549 si faceva menzione dell'acqua minerale e dei "Bagni di Pej". Ma una notizia certa e diffusa sulle fonti di Peio l'abbiamo circa intorno al 1660; si tratta di una piccola monografia scritta in buon latino di corte intitolata: "De admirando Dei dono, sive facultatibus acidularum in Valle Solis Episcopatus Tridenti repertarum". La pubblicazione raccoglie una serie di testimonianze precise e circostanziate sulle virtù terapeutiche delle Fonti di Peio; la prima scritta perché "i celesti doni di Dio non restino nascosti", è di Alessandro Colombo, Medico, Fisico e Cubiculario effettivo del Serenissimo Arciduca d'Austria Ferdinando Carlo", nel quale è detto che

ACIDULARUM VALLIS SOLIS


le acque di Peio "stimolano l'appetito in modo superiore, corroborano il ventricolo, impediscono che i vapori dei visceri salgano alla testa, sono idonee alle altre affezioni e si possono raccomandare anche se pazienti troppo magri". Costoro, aggiunge ancora il Colombo, "faranno esperienza di un beneficio quasi divino". Le visite degli scienziati continuarono nei due secoli seguenti, con de Crantz e il Borsieri, poi "archiatro" dell'arciduca Ferdinando d'Austria e giù fino a Giovanni Bizio a fine '800. La presenza di ospiti in cura è attestata dal 1671 inizialmente modesta, poi crescente come testimonia la capacità ricettiva di 390 persone nei pochi alberghi del 1857. Fino ai primi decenni del '900 le acque venivano imbottigliate e commercializzate nelle caratteristiche bottigliette verdi ed esportate nelle farmacie dell'impero e della Lombardia. E' stata trovata qualche bottiglia pure a Mosca.TOP

TERME DI PEIO
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