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le acque di Peio "stimolano
l'appetito in modo superiore, corroborano il ventricolo,
impediscono che i vapori dei visceri salgano alla testa,
sono idonee alle altre affezioni e si possono raccomandare
anche se pazienti troppo magri". Costoro, aggiunge ancora il
Colombo, "faranno esperienza di un beneficio quasi divino".
Le visite degli scienziati continuarono nei due secoli
seguenti, con de Crantz e il Borsieri, poi "archiatro"
dell'arciduca Ferdinando d'Austria e giù fino a Giovanni
Bizio a fine '800. La presenza di ospiti in cura è attestata
dal 1671 inizialmente modesta, poi crescente come testimonia
la capacità ricettiva di 390 persone nei pochi alberghi del
1857. Fino ai primi decenni del '900 le acque venivano imbottigliate
e commercializzate nelle caratteristiche bottigliette verdi
ed esportate nelle farmacie dell'impero e della Lombardia.
E' stata trovata qualche bottiglia pure a Mosca.∆TOP |