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I RITI DEL TEMPO
A partire dagli anni ’60 del ‘900
l’economia silvo-pastorale di queste valli, con i suoi precari
equilibri, viene investita dall’ondata del nuovo. In pochi anni
si distruggono oggetti, trasformano edifici, si sgretolano
tradizioni. Tanto che dura fatica oggi pesino il fissarne la
memoria.
Ma la parabola non ha ancora toccato il fondo e già si tenta di
risalire la china, arrancando in verità. Lo spirito conservatore
della
gente
di montagna e la rassicurante abitudine che mitiga le fatiche ci
han trasmesso oggi rari assaggi di tradizione. Sembra di
respirare meno frenesia in montagna perché si corre al ritmo del
tempo con estati operose ed inverni sornioni.
Tra maggio e giugno puoi seguire i lavori nei boschi e nei
campi per la scorta di legna e le verdure di casa. Il
gregge di pecore e capre di Pèio sale ai monti. Verso il 20
di giugno puoi accodarti allo scampanellare dei bovini verso
le malghe, nel secolare ritmo dell’economia contadina.
Affidate le bestie ai pastori i pochi allevatori di oggi si
dedicano alle fienagioni e la gente si concede il tempo di
allestire le sagre paesane e le feste dei gruppi
associativi (alpini, pompieri, cacciatori, allevatori).
Chiuso l’affollamento estivo la valle torna a vivere per sé ed è
ancora l’economia della terra a segnare la tradizione. Ai primi
di settembre il gregge viene fatto scendere in paese per la
tosáda dele béce. Il 18 settembre Cogolo freme e
risuona di voci per la Féra del bestiam (Mostra
bovina periodica provinciale della razza Bruna Alpina). Se
scegli l’autunno per vivere la Val di Peio, raccogli la sua
parte migliore. La natura si veste di colori, la luce si fa
calda e cristallina e la montagna ti si avvicina con le proposte
del Parco Nazionale dello Stelvio.
Nell’atmosfera magica del Natale alpino sopravvive a Cogolo una
delle varie peregrinazioni de La Stéla e i Re Magi,
briciole di antiche sacre rappresentazioni della devozione
popolare.
Testo di Rinaldo Delpero
Peio@biblio.infotn.it
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